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GRANDE ANELLO DEL MONTE VIGLIO – Trekking tra il “Gendarme” e la Val Granara

I Monti Càntari sono un’area protetta all’interno
del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, al confine tra Lazio e Abruzzo dove la mole del Monte Viglio svetta sopra le creste e i boschi di faggio con i suoi 2156 m.

Le praterie d’alta quota con il loro colore dorato risplendono sotto i raggi del sole mentre le nuvole avvolgono tutti i fianchi rocciosi dell’intera catena montuosa.

 

 

 

 

 

Partendo dal Valico di Sant’Antonio le faggete con i loro fusti lisci e le loro fronde verde brillante ci accolgono indicandoci la strada tra le loro possenti radici fino a condurci ai primi panorami aerei affacciati sul massiccio del Sirente-Velino.
Alzandoci di quota le faggete lasciano spazio ai pianori e le creste brulle fino a posare lo sguardo sul famoso “Gendarme” del Viglio: un avancorpo roccioso posto quasi a protezione della vetta.

Una volta arrivati in cima la vista corre libera sull’intera corona comprendente i Monti Simbruini, Càntari ed Ernici. Giunge il tramonto con le tinte sfumate e siamo pronti a rilassarci gustandoci il bivacco notturno in compagnia del trotto dei cavalli e i campanacci delle vacche.

Prima di addormentarci sotto le stelle il pensiero non può che dirigersi al grande pittore Enrico Coleman che riportò nei suoi taccuini di viaggio di inizio ‘900:
“Non si può descrivere e non si può dipingere, dirò solo, che vediamo a squarci di nubi temporalesche, (…) tutto l’Appennino centrale (…) poi più vicino il Tarino, il Cotento e il Viglio”.

1° GIORNO

Trekking di avvicinamento alla cima nelle ore pomeridiane che precedono
il tramonto.
Lasciandoci alle spalle le rigogliose faggete dei Monti Simbruini guadagneremo
quota fino a raggiungere le vaste praterie tra gli affacci panoramici sull’appennino
centrare e sulle vertiginose pareti rocciose dei Monti Càntari.
Raggiunti i 2156 m del Monte Viglio, piazzeremo il nostro campo per la notte a
ridosso della vetta, sotto un cielo stellato e immersi nei maestosi silenzi della
montagna.
 

DISLIVELLO: 650 m
TEMPO DI PERCORRENZA (A/R): 5 ore
LUNGHEZZA (A/R): 6 km
DIFFICOLTA’: IMPEGNATIVA

2° GIORNO

Riprenderemo la via del ritorno dopo aver ammirato l’alba del nuovo giorno
sui profili rocciosi dell’intero gruppo montuoso.
Sotto l’imponenza del grande circo glaciale, cercheremo nuovamente la traccia
che ci conduce nel cuore della faggeta per chiudere da qui un’itinerario ad
anello che tra gli esemplari più vetusti, veri patriarchi della foresta, ci ricondurrà
al nostro punto di partenza.
 

DISLIVELLO: 100 m / -700 m
TEMPO DI PERCORRENZA (A/R): 5 ore
LUNGHEZZA (A/R): 7 km
DIFFICOLTA’: MEDIA

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